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QUELLO CHE SANNO FARE I GATTI: l’impresa straordinaria di un gatto alpinista

QUELLO CHE SANNO FARE I GATTI: l’impresa straordinaria di un gatto alpinista

Sistemando i miei vecchi numeri di “Airone” me n’è venuto all’occhio uno (1985 – n. 46) che trattava di bisonti europei, un tema che segue mia nipote in Olanda, per cui l’ho guardato e nella rubrica “Lettere” ho trovato questa incredibile storia del gatto Giuseppe, bel gatto nero stanziale al rifugio V. Sella, che si è unito a un gruppo di alpinisti e ha compiuto un’ascensione alla Grivola (*), del gruppo del Gran Paradiso.
Nessun fine utilitaristico può averlo spinto, solo il desiderio di vedere e di conoscere cose inconoscibili a un gatto. Bisogna riconoscere che è stato degno della dantesca “fatti non foste per viver come bruti, ma per seg
uir virtute e conoscenza” e riconoscergli l’intelligenza ulteriore di aggregarsi al gruppo di umani, consapevole di aver bisogno del loro aiuto per riuscirci.

La vera storia del gatto salito sulla Grivola

di Marco Foretier e Elmo Glarey (guida alpina di Cogne – Aosta)

Vogliamo confermare l’ascensione sulla Grivola, nel gruppo del Gran Paradis, da parte del gatto Giuseppe (qui sotto un’immagine della sua impresa).
L’unione di Giuseppe al nostro gruppo, del tutto spontanea, è avvenuta alle tre di mattino di un giorno di agosto mentre stavamo partendo dal rifugio “Vittorio Sella” per effettuare un’ascensione dela cresta sud della Grivola.
Inizialmente abbiamo pensato che il gatto non ci avrebbe seguiti che per pochi minuti.
Verso le cinque, quando ormai albeggiava, siamo giunti al Colle della Nera dove tirava un vento fortissimo e iniziava il tratto su ghiaccio.

Giuseppe a quel punto ha manifestato miagolando il suo disappunto verso le ditte di abbigliamento alpinistico dalle quali si sentiva evidentemente trascurato. Dopo una breve sosta in un caldo piumino, però, era nuovamente pronto a partire.
Terminato il percorso su ghiaccio restava la parte più impegnativa dell’ascensione: la cresta, fortunatamente non innevata.
E’ stato qui che il gatto ci ha dimostrato le sue sorprendenti doti alpinistiche, proseguendo sempre sul filo e trovando disinvoltamente passaggi in fessure e spaccature della roccia.
Solo nell’ultimissimo tratto siamo stati costretti a metterlo in uno zaino, unico modo per fargli superare alcune lastre ghiacciate verso le quali manifestava una certa diffidenza.
Giunti in vetta abbiamo constatato che era stanchissimo e non riuscivamo più a svegliarlo. Tuttavia non ha disdegnato l’offerta di una scatoletta di tonno.
Nela discesa, dopo alcuni metri, abbiamo notato che tremava e procedeva lentamente.
Dato che il canalone per il quale avevamo deciso di scendere tendeva a scaricare pietre, non avevamo un minuto da perdere.

Abbiamo quindi messo il gatto in uno zaino e siamo scesi a valle il più velocemente possibile.
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(*) La Grivola è una montagna del massiccio del Gran Paradiso, nelle Alpi Graie, alta 3.969 m s.l.m. Si trova lungo lo spartiacque tra la Valsavarenche e la val di Cogne nella Valle d’Aosta