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SCOPRIAMO HARTMANN: IL PENSIERO E LA RICERCA DEL DR. ERNST HARTMANN

SCOPRIAMO HARTMANN: IL PENSIERO E LA RICERCA DEL DR. ERNST HARTMANN

Intervista di Pier Prospero a Günter Egelhardt, per anni stretto collaboratore del Dr. Hartmann

di Pier Prospero, dal mensile “AAM TerraNuova”, numero doppio di dicembre 1998/gennaio 1999

Al salone “SANA ’98” di Bologna per il settore La Casa del Benessere l’associazione nazionale per la ricerca geobiologica GEA, ha presentato un convegno internazionale dal titolo “Geobiologia: una scienza per il terzo millennio“, che mi ha visto come organizzatore, al quale ha invitato come relatore Günter Engelhardt, Vice Presidente del Forschungskreis für GeobiologieDr. Ernst Hartmann” cioè del Gruppo di Ricerca in Geobiologia “Dr. Hartmann”, un’Associazione che, oltre ad essere la più importante a livello europeo nel campo, è anche l’Associazione storica, fondata nel 1961 da Hartmann stesso, dalla quale sono partite le prime ricerche e la stessa terminologia specifica del settore.
I responsabili del Gruppo di Ricerca sono venuti solo raramente in Italia come relatori
Grazie dunque ad una serie di proficui contatti e mediazioni tra l’Associazione italiana GEA e i responsabili del Gruppo è stata possibile la presenza e la partecipazione al convegno del vice presidente Günter Engelhardt e, soprattutto, l’apertura di un dialogo ad ampio spettro che ha messo in luce la sintonia esistente fra le due associazioni, le prospettive future di collaborazione e partnership interassociative, nonché l’indiscusso debito culturale e scientifico della giovanissima ricerca italiana nei confronti del dr Hartmann e del suo Gruppo.
Proprio per la scarsa conoscenza che in realtà abbiamo di questo medico pioniere, il vice presidente del Gruppo di Ricerca “dr Hartmann” ha voluto tracciare nella sua relazione un profilo del modo di porsi e di far ricerca di Ernst Hartmann.
Al termine del convegno abbiamo voluto chiedergli qualche maggiore ragguaglio per i lettori di “aam terranuova”:*

P.P.: Signor Engelhardt, abbiamo saputo che con l’ultima assemblea si é avuto un cambiamento nel consiglio direttivo del Gruppo di Ricerca e che lei, per anni stretto collaboratore del dr. Hartmann e amministratore dell’Associazione, è stato nominato vice presidente ed è stato già designato da Wilhelm Martin (l’attuale Presidente) come il candidato più idoneo a ricoprire la carica di Presidente tra due anni.
Chiedo quindi al futuro Presidente del Gruppo di Ricerca “dr Hartmann” di parlarci del suo fondatore: Ernst Hartmann.  Mi incuriosisce in particolare sapere come iniziò ad occuparsi di queste cose.

G.E.: Risalgono al 1948 i primi esperimenti di rabdomanzia del dr. Hartmann insieme al fratello Robert. Furono esperimenti che li affascinarono entrambi. All’epoca Ernst Hartmann svolgeva semplicemente l’attività di medico a Eberbach, ma da allora, e per quasi 50 anni, dedicò ogni suo momento libero con lo studio del fenomeno della radiazione terrestre e delle malattie al cui insorgere concorrono le radiazioni del terreno. A partire dal 1951, il dr. Hartmann tenne regolarmente ad Eberbach, nell’ambito del Gruppo di Lavoro di Geopatia, seminari e sedute che vertevano sulla materia da lui definita col termine “Geobiologie”. Altri termini come “geopatia” e “zone geopatogene” sono stati introdotti nell’uso comune proprio da lui.

P.P.: E la sua famosa associazione … quando venne fondata?

G.E.:  Hartmann fondò il “Forschungskreis für Geobiologie e. V.” nel 1961. Oggi quest’Associazione, o meglio “Gruppo di Ricerca” come lo chiamiamo noi, è diventata la maggiore realtà del settore con oltre 1700 iscritti.
Nel 1967 poi, per dare maggiore impulso diffusivo alla ricerca e sperimentazione in questo settore, il dr. Hartmann promosse la pubblicazione di una rivista del Gruppo: “Wetter-Boden-Mensch” (WBM ovvero Tempo atmosferico-Terra-Uomo). L’intento era fornire quante più informazioni possibile ai soci e anche a chiunque fosse interessato alle tematiche su cui lavorava l’Associazione, alle sue attività, agli interventi e alle riflessioni che scaturivano dai seminari e dalle conferenze. Oggi WBM esce con puntuale regolarità sei volte l’anno.
Fino al 1990 Hartmann rimase alla guida dell’associazione in qualità di Presidente stimolando con il suo consueto vigore intellettuale le sue numerose attività. Dalla primavera del 1990 fino alla sua morte avvenuta poco prima del suo settantasettesimo compleanno (il 23.10.1992 N.d.A.), rimase Presidente Onorario, e il nome dell’associazione venne completato dall’assemblea dei soci in Forschungskreis für Geobiologie “Dr. E. Hartmann ” e. V.

P.P.: I libri del dr Hartmann non sono disponibili in italiano – spero che GEA possa porvi rimedio – ma ci può parlare di qualche elemento delle sue ricerche mediche?

G.E.: Un aspetto interessante è quello legato allo sviluppo dei preparati chiamati “Polixan” di cui Hartmann si occupò nel 1952, in collaborazione con il farmacista Derschumm. A questo scopo furono studiate le piante (del genere carex) che crescono nelle zone patogene di tensione.
Mediante un particolare procedimento vennero isolati da queste piante due principi attivi polari: il Polyxan Giallo, un rimedio spiccatamente yang, che stimola il sistema simpatico; il Polyxan Blu, un rimedio marcatamente yin, che ha effetti vagotonici ed infine il Polyxan Verde, una combinazione mista dei due, con effetti sia stimolanti che calmanti.
Ma gli elementi studiati da Hartmann furono molteplici. Si pensi ad esempio che fin dal 1954 ha pubblicato nelle sue ricerche e osservazioni delle affermazioni la cui validità rimane a tutt’oggi inalterata. Per citarne alcune:
«…Ad esclusione di poche infezioni comuni, la maggior parte delle malattie, in particolare quando presentano un carattere locale, vengono predeterminate da un fattore geopatico legato al luogo»
«… l’insorgenza delle malattie si ha, nella maggior parte dei casi, a causa dell’arrivo di fronti meteorologici»
«… Ogni malattia è il risultato di molti fattori diversificati, tra i quali il fattore geopatico ricopre un ruolo non irrilevante»
«… Il fatto che ci si ammali o meno trovandosi in una zona geopatica dipende sia dalla costituzione corporea, sia dalla permanenza più o meno prolungata nella zona geopatica»
«… Il problema geopatico si può riassumere in una breve frase: l’insorgere o meno di malattie nelle zone geopatiche è una questione di dosi, rapporti, costituzione fisica e “costellazioni”.»
In sostanza i fattori geopatici collegati al luogo furono da lui specificatamente identificati con il termine di “coefficiente locale” delle malattie.

P.P.: In Italia abbiamo dei problemi ad ottenere un sia pur minimo riconoscimento scientifico della ricerca in Geopatologia, mentre in Germania sembra addirittura che alcune ricerche in questo campo abbiano trovato accoglienza nelle maggiori università. Qual è stato l’atteggiamento degli ambienti scientifici riguardo al dr Hartmann?

G.E.: Inizialmente difficile come per tutte le innovazioni. Ma ben presto il dott. Hartmann ottenne negli ambienti scientifici un crescente riconoscimento a livello internazionale. Questo grazie sia alle sue ricerche che ai suoi libri “La malattia come problema dato dal luogo” e “La costituzione Yin o Yang e i tipi di reazioni.
Il Globalnetzgitter (Reticolo globale) detto anche reticolo di Hartmann, da lui scoperto e riconosciuto come causa di malattie, riscuote oggi un’attenzione che possiamo definire mondiale.

P.P.: Nel Gruppo di Ricerca, il dott. Hartmann ha operato anche nella formazione professionale degli esperti che effettuano le analisi delle case?

G.E.: Dopo che Hartmann convertì in senso prettamente geopatologico quanto aveva osservato nel corso delle sue ricerche fu possibile articolare dei veri e propri corsi. Verso la fine degli anni ’60 venne costituito da Hartmann un gruppo di relatori formativi e furono avviati numerosi corsi introduttivi sia alla radiestesia classica che alla Geopatologia.
Molti di questi corsi furono tenuti dallo stesso Hartmann che non relegò mai in secondo piano ‘importanza dell’aspetto formativo.
Nel corso degli anni poi l’attività di insegnamento del Gruppo si ampliò contemplando ulteriori tematiche come i corsi di Baubiologie (Bioarchitettura), Elettrobiologia e Radiestesia fisica.
Nel programma annuale si annoverano sempre corsi di formazione per Esperto in analisi del luogo e dal 1992 si tengono anche corsi di Ricerca Idrica (Rabdomanzia).

P.P.: Lei è stato per molto tempo uno stretto collaboratore del dr Hartmann… al di là delle dimostrazioni scientifiche, qual era il suo pensiero riguardo all’interferenza dei campi tellurici sulla salute?

G.E.: Il dott. Hartmann vedeva l’uomo attorniato da un campo corporeo biodinamico che, diceva, registra tutto: a partire dal luogo in cui si dorme, dall’alimentazione fino alle radiazioni emesse dalle altre persone. Il campo biodinamico, per Hartmann, integra nel corpo gli effetti dell’anima e dello spirito e rimane in risonanza con gli effetti dell’atmosfera e perfino del Cosmo.
Di fatto, mediante lo studio sistematico dei comportamenti, aveva riscontrato che lo stato del nostro campo biodinamico è determinato anche dagli organi di senso: l’occlusione degli orecchi o del naso produce evidenti disarmonie nel campo biodinamico, vale a dire che improvvisamente si creano forti campi yin o yang. Toni colori e odori modificano dunque i nostri campi vitali e ciò si può rilevare con semplici metodi rabdomantici oppure mediante metodi di misurazione biofisici, come il georitmogramma.
Dunque, come vede, l’uomo è sempre totalmente connesso con il suo ambiente e Hartmann, da pioniere, ha speso la sua vita a dimostrare gli effetti negativi di eventuali disarmonie in questo rapporto.
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* si ringrazia la traduttrice che ha permesso questo nostro dialogo, signora Franca D. P. .